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  1. #1
    Obiettivo, cinico e spietato.. L'avatar di roger
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    Alfa Romeo SZ e Lancia Hyena

    Per la serie occasioni perse ecco due miti del grande Zagato che purtroppo non sono stati capiti dai ns industriali dell'auto... Oggi Zagato a ripreso a lavorare per Aston MArtin che apprezza il suo design originale efuoi dagli schemi! A seguire un vecchio articolo su questi gioielli

    ALFA ROMEO ES30
    La ES30 esordì al salone di Ginevra del 1989. La sigla era acronimo di "Experimental Sportscar 3 litre": niente di più azzeccato per un'auto che rappresentava "la summa tecnologica" Alfa Romeo, segnando idealmente il ritorno in grande stile del marchio milanese nel settore delle grandi coupè sportive. Purtroppo, come sappiamo, il secondo obiettivo fu clamorosamente mancato, e solo adesso la Casa di Arese ha deliberato una serie di progetti in tal senso. Il design della ES30 era (ed è...) assolutamente straordinario: cha la si ami o la si odi, in ogni caso non si può non asserire che si tratti di una vettura insolita.
    L'estetica nasce dalla fusione di tre bozzetti di base: uno della carrozzeria Zagato, uno dell'Alfa e l'ultimo del Centro Stile Fiat, realizzato sotto la supervisione di Opron, il designer francese padre della Citroën Sm. La proposta di Zagato fu giudicata inizialmente troppo innovativa: venne scartata in favore dell'idea del Centro Stile Fiat. Tuttavia per la soluzione definitiva i vertici aziendali decisero di avvalersi comunque della collaborazione del carrozziere milanese che realizzò il frontale e la coda del modello, sicuramente le parti più "sconvolgenti" del "Mostro", come fu battezzata vox populi al momento della presentazione. La mano di Zagato nel design era sottolineata dai due piccoli loghi presenti sulle fiancate della coupè milanese.

    L'ES30 fu una delle prime auto dalla progettazione "rapida": in soli 19 mesi si passò dalla carta all'esemplare presentato a Ginevra (e ai contemporanei 11 modelli "pre-serie"). Sotto la pelle c'erano il pianale e la meccanica dell'Alfa 75 V6 3.0. Quindi, il propulsore era il 2959 cc, V6 di 60° e 12 valvole, erogante 210 cv e 25 kgm di coppia massima (il motore montato sulla 75 erogava 185 cv), le sospensioni anteriori erano a quadrilatero deformabile e quelle posteriori a di tipo DeDion. La trazione era posteriore con il classico schema transaxle Alfa Romeo, caratterizzato oltre che dal cambio (a cinque rapporti) posteriore, dalla disposizione dei componenti dell'impianto frenante del retrotreno a ridosso della scatola cambio-differenziale. Le sospensioni, invece, derivavano dalla 75 "Gr. A" e differenziavano rispetto a quelle della berlina, oltre che per la taratura degli ammortizzatori, per l'utilizzo di molle elicoidali coassiali con gli ammortizzatori (in luogo delle lunghe barre di torsione originarie). Grazie all'adozione di speciali ammortizzatori, l'altezza da terra era regolabile. Come nella berlina, il passo era di 2510mm. La carrozzeria era totalmente in materiali sintetici, l'assemblaggio avveniva artigianalmente alla Zagato, utilizzando componenti realizzati dall'italiana Carplast e dalla francese Stratime. Nonostante l'uso esteso dei compositi, il peso della vettura era di 1260 kg, appena 40 kg in meno rispetto alla berlina di derivazione. Proprio la massa fu uno dei punti deboli della ES30 che, seppur capace di raggiungere la velocità massima di 245 km/h, non riusciva a scendere sotto i 7 secondi nel passaggio 0-100 km/h.

    L'abitacolo era decisamente "sperimentale". C'erano poche concessioni all'estetica e tutto era improntato alla massima concentrazione del pilota: la plancia, molto lineare, era in materiali compositi con rivestimenti in pelle ed ospitava sette strumenti indicatori (tachimetro, orologio, contagiri, termometro liquido di raffreddamento, indicatore livello carburante, amperometro e manometro del circuito di lubrificazione). Sulla console trovava posto l'autoradio e la plancia di comando dell'impianto di climatizzazione (lo stesso dell'Alfa 75). Al centro, dopo la leva del cambio, c'era una piccola serie di pulsanti "di servizio" e la placca identificativa dell'esemplare. I sedili erano in pelle, chiaramente molto profilati.

    Nonostante il prezzo superiore ai 100 milioni di Lire, nonostante l'estetica decisamente originale, nonostante dal punto di vista cronometrico non fosse entusiasmante (ben diverso è il giudizio che se ne ricava guidandola...) la vettura andò a ruba: commercializzata in unico colore "Rosso Alfa", a partire dal 1990, col nome Alfa Romeo SZ, nel 1991 uscì di produzione dopo i previsti 1000 esemplari prodotti: tutti venduti senz'alcuna difficoltà e consegnati nei mesi successivi corredati da un "certificato di collaudo" in cui era inserito il numero progressivo e le firme dei responsabili della produzione. Dopo il 1991, la vita della SZ continuò ancora due anni: nel '92, infatti, fu presentata la versione cabrio, denominata RZ e caratterizzata dalle stesse soluzioni meccaniche della coupè. Il peso di 1380 kg ne mortificava maggiormente, rispetto alla coupè, i dati cronometrici: 230 km/h di velocità massima e oltre 7.5" per passare da 0 a 100 orari. Di Alfa Romeo RZ furono costruiti, sino al 1993, 350 esemplari. Malgrado la SZ e la RZ fossero ufficialmente commercializzate dall'Alfa Romeo soltanto entro i confini nazionali, solo un piccolo contingente di vetture è rimasto in Italia: moltissimi sono gli esemplari presenti in Inghilterra, Paesi Bassi e Giappone.





    LANCIA HYENA
    Nata subito dopo la SZ, nel 1992, la Lancia Hyena esordì in veste effettiva di concept car. La base meccanica e telaistica è praticamente quella della Delta Integrale. Il propulsore, mitico quattro cilindri Fiat di 1995 cc, quattro valvole per cilindro e turbocompresso mediante turbina Garret T3 con intercooler aria/aria e overboost, erogava, in questa versione, 250 cv, ovvero ben 45 cv in più rispetto ai 205 della contemporanea Delta Integrale. La potenza era ripartita sulle quattro ruote mediante un differenziale centrale di tipo epicicloidale dotato di giunto viscoso. Il cambio era a cinque rapporti e le sospensioni erano di tipo McPherson sia all'avantreno, sia posteriormente. La Hyena, che come la SZ aveva una carrozzeria in compositi, volava a 230 orari passando da 0 a 100 km/h in 5.4".

    L'interno era ancora più "sperimentale" rispetto a quello della SZ: niente pelle sulla plancia e tanto carbonio a vista, ovunque. C'erano ben nove strumenti volti ad informare il pilota sullo stato della meccanica (tachimetro, orologio, contagiri, termometri di acqua e olio, indicatore livello carburante, amperometro e manometri di olio e turbocompressore). Al centro pulsanti di servizio e comandi dell'impianto di climatizzazione, questa volta derivati dagli omologhi che equipaggiavano la della Delta. Si stima che la sola plancia costasse all'azienda la non indifferente somma di 7.500 Dollari.

    Purtroppo, a differenza del modello Alfa Romeo, con cui condivide un imbarazzante somiglianza, la Hyena non era destinata a grandi numeri: durante la presentazione s'ipotizzo la realizzazione artigianale in serie limitatissima. Per questo motivo l'auto è rimasta sostanzialmente sconosciuta ai più, nei mesi successivi alla presentazione furono distribuiti dalla Zagato circa 25 esemplari, commercializzati al caro prezzo di 75.000 USD e finiti nelle mani di ricchi collezionisti europei.





    Ultima modifica di roger; 01-07-2005 alle 16:09
    Solo due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana e non sono sicuro della prima.
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  2. #2
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    Re: Alfa Romeo SZ e Lancia Hyena

    sono bellissime!! ho avuto la fortuna di vedere dal vivo Sz ed Rz.. (nera quest'ultima..) mentre la Hyena l'ho solo immaginata..

    grande Zagato! chi ricorda la lancia fulvia zagato? carrozzeria totalmente in alluminio negli anni '60!! da fantascienza..
    addio papa Iohannes Paulus II ..

  3. #3
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    Re: Alfa Romeo SZ e Lancia Hyena

    Citazione Originariamente Scritto da deltone4wd
    sono bellissime!! ho avuto la fortuna di vedere dal vivo Sz ed Rz.. (nera quest'ultima..) mentre la Hyena l'ho solo immaginata..

    grande Zagato! chi ricorda la lancia fulvia zagato? carrozzeria totalmente in alluminio negli anni '60!! da fantascienza..

    Purtroppo non siamo compresi dal resto mondo...
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  4. #4
    Millennium Member L'avatar di alfa4ever
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    Re: Alfa Romeo SZ e Lancia Hyena

    La sz ho avuto il piacere di vederla a un raduno... gialla...
    la lancia hyena non l'avevo mai sentita nominare... ma mi piace molto..
    Guida il piacere di una Grande Berlina Sportiva.

    http://punto55.leo.it/

  5. #5
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    Re: Alfa Romeo SZ e Lancia Hyena

    Le macchine italiane....che capolavori....

  6. #6
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    Re: Alfa Romeo SZ e Lancia Hyena

    Citazione Originariamente Scritto da alfa4ever
    La sz ho avuto il piacere di vederla a un raduno... gialla...
    la lancia hyena non l'avevo mai sentita nominare... ma mi piace molto..
    visto che ne esistono poco più di dieci esemplari è sconosciuta quasi a tutti (i 25 esemplari pensati non sono mai stati realizzati tutti..)
    addio papa Iohannes Paulus II ..

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