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  1. #1
    Rompibolle & oil expert
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    Indice di viscosità - VI... usiamolo (?)

    Ragazzi, stasera non avendo nulla da fare, mi sono dilettato a riprendere in mano qualche vecchio appunto, ricordi di quando ero in USA...
    Mi sono divertito a rileggermi quello che avevo circa l'indice di viscosità (VI ossia "Viscosity Index").
    Ebbene, devo dire che avevo dimenticato perfino l'esistenza di questo parametro che spessissimo viene fornito dai produttori nelle schede tecniche dei loro oli motore (ma spesso anche in quelle degli oli cambio/trasmissioni).
    Ebbene, volevo raccontarvi quello che mi son riletto, poichè magari anche a voi è sorta una domanda: come può tornarmi utile? Cacchio vuol dire?
    Ebbene, scrivo due righe e vi dico in soldoni a cosa serve a noi utenti finali il VI:
    Premettiamo che ogni olio motore con VI maggiore di 100 si definisce a "elevato indice di viscosità".
    Ebbene, tanto più alto l'indice di viscosità, tanto migliore l'olio... o almeno questo è quello che ci vogliono far credere i produttori!
    Veniamo al nocciolo:
    ogni olio multigrado, per essere chiamato tale, ha bisogno di contenere un'additivazione che gli consenta di mutare la viscosità con il variare delle temperature e di mantenere le proprie caratteristiche. Tanto più dovrà innalzare la sua viscosità col riscaldamento (del motore), tanto più sarà importante il mantenimento delle caratteristiche, tanto maggiore dovrà essere l'additivazione suddetta ("modificatore di viscosità"). Le molecole di questa additivazione, con l'aumento di temperature, si allungano e dilatano fungendo come vere e proprie "reti" che impediscono alle molecole degli oli di dilatare oltre un certo limite e, contemporaneamente, avendo una dilatazione molto ampia, consentono all'olio di raggiungere viscosità elevate. Ecco il punto, il VI indica in modo abbastanza attendibile quanta additivazione e quante molecole sono presenti in un olio motore.
    Quindi, faccio qualche esempio: un olio con VI 130 avrà ovviamente meno additivazione di uno che ha VI 164.
    Il valore VI è importantissimo per valutare la prestazione dell'olio a caldo: tanto maggiore sarà l'additivazione di modificatore di viscosità, tanto più l'olio resisterà alle alte temperature.
    Ma arriveranno subito i primi dubbi: perchè un olio competizione 15W50 da 30 Euro/litro ha un VI MINORE del mio superfichissimo olio "Pippo" 10W60 da 10 Euro al litro? Stando a quello che abbiamo letto prima, il mio olio è migliore e costa 1/3!
    Le cose ovviamente non stanno proprio così. Anzitutto la gradazione: abbiamo detto che il modificatore di viscosità serve a far sì che l'olio passi da una gradazione a un'altra. Quindi, tanto maggiore dovrà essere il "salto", tanto maggiore l'additivazione. Ad esempio, un olio 5W50 dovrà modificare di ben 10 volte la sua viscosità per poter passare dalla viscosità a freddo a quella prevista a caldo, quindi conterrà una buona dose di modificatore (e il VI si alza...); un 15W40, al contrario, dovrà fare un "salto" di circa 2,5 volte la sua viscosità iniziale per raggiungere quella a caldo... il VI sarà minore di quello del 5W50.
    Ma non è finita qui: le molecole dell'additivazione si spezzano e gli oli degradano così in modo più o meno veloce. Quindi, oli che necessitano di parecchia additivazione degraderanno più velocemente e di più di oli che ne hanno di meno, ad esempio un 10W60 dopo 8000 km sarà diventato un 10W45 o simile mentre un 15W40 sarà -diciamo- un 15W38.
    E perchè allora le case produttrici ci dicono che un elevato VI significa che l'olio manterrà la viscosità e le prestazioni nel tempo? Paragoniamo due oli entrambi 10W40, il primo con VI 130, il secondo con VI 145. Nell'uso, entrambi cominceranno a degradare e le molecole dell'additivazione a spezzarsi, gli oli andranno mutando gradazione. Dopo 10.000 Km il primo olio avrà gradazione 10W20, mentre il secondo 10W32; questo perchè il secondo olio aveva una "riserva" maggiore di additivazione, quindi le molecole che andavano rompendosi venivano "rimpiazzate" da altre; il primo dei due oli non aveva tutta questa riserva! E cosa avremmo dedotto se avessimo ottenuto che entrambi gli oli dopo 10.000 km avessero avuto gradazione 10w32? Ecco un altro fattore: il primo olio aveva additivazione migliore (e più costosa) del secondo, quindi pur avendone meno ha resistito di più nel tempo e alle sollecitazioni. Quasi di sicuro, il primo degli oli sarebbe costato di più del secondo in termini produttivi.

    In generale possiamo anche dire che le additivazioni usate negli oli destinati ai motori benzina sono più economiche e di qualità peggiore rispetto a quelle usate negli oli per motori diesel, che generalmente scaldano di più e sporcano di più il lubrificante. Il bello sarebbe poter mettere oli per motori diesel nei benzina, la cosa è fattibilissima su vecchie motorizzazioni, ma sulle nuove ci sarebbero diversi problemi per via di densità maggiori degli oli per motori diesel, problemi ai catalizzatori per via delle differenti additivazioni detergenti... insomma: generalmente non se poffà!
    Alla fine di tutto lo sproloquio, che ho cercato di spiegare in modo chiaro e semplice ma chiaro e semplice son certo non è, che ci facciamo con questo benedetto VI??

    Riepiloghiamo e traiamo conclusioni:
    - oli molto eclettici (10W60, 5W50 ma anche 5W40 e 10W50) sono maggiormente inclini a mutare di viscosità con l'uso rispetto a altri più "terreni" (10W40, 15W40, 20W40 e 20W50), che quindi sono più stabili.
    - inevitabilmente, gli oli full sint dovranno comunque fare un uso abbastanza largo dell'additivazione e quindi presenteranno VI elevato, ciò per andare incontro alle variazioni di viscosità che promettono.
    - Quando ci troviamo di fronte a oli che hanno bassa necessità di additivazione (10w40, 15w40 e comunque oli stabili), un elevato indice VI sta a significare che quell'olio è stato comunque formulato in modo da mantenere le proprie caratteristiche il più possibile nel tempo, avendo inserito una buona "riserva" di molecole.
    - un olio minerale/semisintetico è generalmente più stabile di un eclettico full sint. Un full sint con gradazione "terrena" (15W40, 10W40, 5W30, 20W50) sarà senz'altro più stabile del sintetico 10W50/60, 5W50. Questo non significa che il sintetico 10W60 è da buttare (tutt'altro), ma semplicemente che andrà sostituito con puntualità alle cadenze prescritte (ma questa è una buona norma per qualsiasi olio, se non per il decadimento, almeno per i contaminanti).

    Vi è venuto il mal di testa? Mi auguro di no! l'argomento è interessante e direi che il VI, nel suo piccolo, è un parametro di riferimento utile, ma a patto di comprendere di cosa si tratta... e tutto lo scritto che ho fatto spero aiuti a chiarirlo a chi non sa cosa sia!
    La potenza è nulla, se non ce l'hai nel cervello...

    Insignito Ill.mo BaleDdaDore N°1 il 05.05.2004


  2. #2
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    Re: Indice di viscosità - VI... usiamolo (?)

    grazie per le preziose informazioni!!!!!!

    Il problema del VI secondo me è che non si puo capire a priori come sia stato ottenuto tale valore....spesso prendendo due 5w40 10w40 e analizzando i valori cinematici a 40 e 100 gradi si vede che magari uno è piu vicino a un 5w40 e l'altro invece a un 15w40.....per cui da questo deriva che uno ha un VI piu alto dell'altro pur essendo entrambi 10w40, e magari anche a parita di additivazione....

    Poi andrebbe capito che tipo di additivo viene usato....di solito si usa dire che i 10w40 minarali o semisint necessitano di piu additivi del full sint che so 5w40 o 0w40, per cui il 10w40 pur avendo viscosità piu "vicine" di uno 0w40 viene aditivato il doppio per via dele basi piu scadenti, per cui "collassa" prima di uno 0w40 che ha la sua viscosita per via delle ottime basi e non tanto per i tanti additivi.....

    Insomma il discorso secondo me è molto complesso.....

    Da quello che ho visto io il txt10w40 perde molto la sua viscosita col tempo, (da 5000km in poi inizia a consumarsi di brutto) ma cio non riesco a capire se dipende dai pochi additivi impiegati in partenza o se ha basi scarsissime per cui si usano tanti additivi per migliorale le basi, additivi che poi degradando danno questo problema....
    MAH!

  3. #3
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    bestiolina

    Re: Indice di viscosità - VI... usiamolo (?)

    Citazione Originariamente Scritto da coolele Visualizza Messaggio
    Ragazzi, stasera non avendo nulla da fare, mi sono dilettato a riprendere in mano qualche vecchio appunto, ricordi di quando ero in USA...
    Mi sono divertito a rileggermi quello che avevo circa l'indice di viscosità (VI ossia "Viscosity Index").
    Ebbene, devo dire che avevo dimenticato perfino l'esistenza di questo parametro che spessissimo viene fornito dai produttori nelle schede tecniche dei loro oli motore (ma spesso anche in quelle degli oli cambio/trasmissioni).
    Ebbene, volevo raccontarvi quello che mi son riletto, poichè magari anche a voi è sorta una domanda: come può tornarmi utile? Cacchio vuol dire?
    Ebbene, scrivo due righe e vi dico in soldoni a cosa serve a noi utenti finali il VI:
    Premettiamo che ogni olio motore con VI maggiore di 100 si definisce a "elevato indice di viscosità".
    Ebbene, tanto più alto l'indice di viscosità, tanto migliore l'olio... o almeno questo è quello che ci vogliono far credere i produttori!
    Veniamo al nocciolo:
    ogni olio multigrado, per essere chiamato tale, ha bisogno di contenere un'additivazione che gli consenta di mutare la viscosità con il variare delle temperature e di mantenere le proprie caratteristiche. Tanto più dovrà innalzare la sua viscosità col riscaldamento (del motore), tanto più sarà importante il mantenimento delle caratteristiche, tanto maggiore dovrà essere l'additivazione suddetta ("modificatore di viscosità"). Le molecole di questa additivazione, con l'aumento di temperature, si allungano e dilatano fungendo come vere e proprie "reti" che impediscono alle molecole degli oli di dilatare oltre un certo limite e, contemporaneamente, avendo una dilatazione molto ampia, consentono all'olio di raggiungere viscosità elevate. Ecco il punto, il VI indica in modo abbastanza attendibile quanta additivazione e quante molecole sono presenti in un olio motore.
    Quindi, faccio qualche esempio: un olio con VI 130 avrà ovviamente meno additivazione di uno che ha VI 164.
    Il valore VI è importantissimo per valutare la prestazione dell'olio a caldo: tanto maggiore sarà l'additivazione di modificatore di viscosità, tanto più l'olio resisterà alle alte temperature.
    Ma arriveranno subito i primi dubbi: perchè un olio competizione 15W50 da 30 Euro/litro ha un VI MINORE del mio superfichissimo olio "Pippo" 10W60 da 10 Euro al litro? Stando a quello che abbiamo letto prima, il mio olio è migliore e costa 1/3!
    Le cose ovviamente non stanno proprio così. Anzitutto la gradazione: abbiamo detto che il modificatore di viscosità serve a far sì che l'olio passi da una gradazione a un'altra. Quindi, tanto maggiore dovrà essere il "salto", tanto maggiore l'additivazione. Ad esempio, un olio 5W50 dovrà modificare di ben 10 volte la sua viscosità per poter passare dalla viscosità a freddo a quella prevista a caldo, quindi conterrà una buona dose di modificatore (e il VI si alza...); un 15W40, al contrario, dovrà fare un "salto" di circa 2,5 volte la sua viscosità iniziale per raggiungere quella a caldo... il VI sarà minore di quello del 5W50.
    Ma non è finita qui: le molecole dell'additivazione si spezzano e gli oli degradano così in modo più o meno veloce. Quindi, oli che necessitano di parecchia additivazione degraderanno più velocemente e di più di oli che ne hanno di meno, ad esempio un 10W60 dopo 8000 km sarà diventato un 10W45 o simile mentre un 15W40 sarà -diciamo- un 15W38.
    E perchè allora le case produttrici ci dicono che un elevato VI significa che l'olio manterrà la viscosità e le prestazioni nel tempo? Paragoniamo due oli entrambi 10W40, il primo con VI 130, il secondo con VI 145. Nell'uso, entrambi cominceranno a degradare e le molecole dell'additivazione a spezzarsi, gli oli andranno mutando gradazione. Dopo 10.000 Km il primo olio avrà gradazione 10W20, mentre il secondo 10W32; questo perchè il secondo olio aveva una "riserva" maggiore di additivazione, quindi le molecole che andavano rompendosi venivano "rimpiazzate" da altre; il primo dei due oli non aveva tutta questa riserva! E cosa avremmo dedotto se avessimo ottenuto che entrambi gli oli dopo 10.000 km avessero avuto gradazione 10w32? Ecco un altro fattore: il primo olio aveva additivazione migliore (e più costosa) del secondo, quindi pur avendone meno ha resistito di più nel tempo e alle sollecitazioni. Quasi di sicuro, il primo degli oli sarebbe costato di più del secondo in termini produttivi.

    In generale possiamo anche dire che le additivazioni usate negli oli destinati ai motori benzina sono più economiche e di qualità peggiore rispetto a quelle usate negli oli per motori diesel, che generalmente scaldano di più e sporcano di più il lubrificante. Il bello sarebbe poter mettere oli per motori diesel nei benzina, la cosa è fattibilissima su vecchie motorizzazioni, ma sulle nuove ci sarebbero diversi problemi per via di densità maggiori degli oli per motori diesel, problemi ai catalizzatori per via delle differenti additivazioni detergenti... insomma: generalmente non se poffà!
    Alla fine di tutto lo sproloquio, che ho cercato di spiegare in modo chiaro e semplice ma chiaro e semplice son certo non è, che ci facciamo con questo benedetto VI??

    Riepiloghiamo e traiamo conclusioni:
    - oli molto eclettici (10W60, 5W50 ma anche 5W40 e 10W50) sono maggiormente inclini a mutare di viscosità con l'uso rispetto a altri più "terreni" (10W40, 15W40, 20W40 e 20W50), che quindi sono più stabili.
    - inevitabilmente, gli oli full sint dovranno comunque fare un uso abbastanza largo dell'additivazione e quindi presenteranno VI elevato, ciò per andare incontro alle variazioni di viscosità che promettono.
    - Quando ci troviamo di fronte a oli che hanno bassa necessità di additivazione (10w40, 15w40 e comunque oli stabili), un elevato indice VI sta a significare che quell'olio è stato comunque formulato in modo da mantenere le proprie caratteristiche il più possibile nel tempo, avendo inserito una buona "riserva" di molecole.
    - un olio minerale/semisintetico è generalmente più stabile di un eclettico full sint. Un full sint con gradazione "terrena" (15W40, 10W40, 5W30, 20W50) sarà senz'altro più stabile del sintetico 10W50/60, 5W50. Questo non significa che il sintetico 10W60 è da buttare (tutt'altro), ma semplicemente che andrà sostituito con puntualità alle cadenze prescritte (ma questa è una buona norma per qualsiasi olio, se non per il decadimento, almeno per i contaminanti).

    Vi è venuto il mal di testa? Mi auguro di no! l'argomento è interessante e direi che il VI, nel suo piccolo, è un parametro di riferimento utile, ma a patto di comprendere di cosa si tratta... e tutto lo scritto che ho fatto spero aiuti a chiarirlo a chi non sa cosa sia!
    Ciao

    tutto interessante, davvero!

    Ho anche una domanda, però. Ad esempio dici che gli oli sintetici con alti I.V. tendono ad essere meno stabili dei semisintetici con I.V + basso. Da quel po' che so, invece gli oli sintetici che sono fatti con le PAO ( gruppo IV ) sono di loro natura molto + stabili nel range di viscosità ( ad esempio un 0W40 Mobil1 ) di altri semisint o grupo III ( un 10W40 Castrol per esempio) in quanto proprio i sntetici hanno bisogno di minor additivi modificatori di indice di viscosità.

    Cosa mi dici ?

    Ciao.

  4. #4
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    bestiolina

    Re: Indice di viscosità - VI... usiamolo (?)

    Ma in America cosa facevi?

    Ciao.

  5. #5
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    Re: Indice di viscosità - VI... usiamolo (?)

    Ehhh, quello che dici è vero in parte perchè fondamentalmente c'è un errore... il discorso si complica, ma diciamo semplicemente che nel tuo esempio, il Mobil ha bisogno comunque di parecchia additivazione per passare dall'iniziale 0W al 40...
    Lo so, non è chiaro, provo a spiegare:
    Pensa al fatto che un olio Mobil1 full sint e un semisintetico vengono prodotti partendo dalla medesima base (e poi è così), ma viene selezionata, raffinata e additivata secondo processi differenti (perchè differenti poi saranno gli oli e il risultato che si vuole). Pertanto Mobil prenderà la parte più pura della base, mentre per il semisintetico si prenderà una parte differente e meno pregiata, generalmente più pesante.
    Ora, la parte più leggera e nobile selezionata per il Mobil sarà una base PAO e avrà (supponiamo) la benedetta gradazione 0W, mentre quella del semisint avrà gradazione 10W (trascuriamo i processi di lavorazione che pure hanno il loro significato, ma diventerebbe davvero un caos!). A questo punto si deve finire la formulazione e mentre al semisint vengono miscelate altre frazioni del petrolio, più o meno raffinate, oli minerali, nebbie, a volte anche cere ecc. ecc. e tutte le additivazioni necessarie a ovviare ai problemi del liquido nascente (quindi antischiumogeni, antiossidanti, ecc.) e in particolare viene aggiunto un "tot" di modificatore di viscosità che lo renderà multigrado e l'olio ottenuto diventerà 10W40 con VI 143.
    Il Mobil, nel suo sviluppo, vedrà aggiunte altre basi ottenute dalla raffinazione, tutte nobili, il suo vantaggio sarà di avere tutte molecole uguali in dimensione e forma (è il pregio dei full sint) e questo stabilisce la sua miglior resistenza all'ossidazione, alle temperature, ai contaminanti ecc. ecc., ma anche per lui dovranno essere aggiunte le varie additivazioni necessarie: minori additivazioni antischiuma e via dicendo perchè le basi nobili selezionate offrono già ottime prestazioni, ma l'additivazione per farlo passare da viscosità 0W a 40 ci vorrà comunque perchè le basi selezionate NON hanno capacità di modificare viscosità da sole, e di certo l'additivazione per la modifica della viscosità dovrà essere ben forte perchè il salto è decisamente notevole nonchè BEN MAGGIORE di quello che deve fare il semisint di cui parlavamo poc'anzi e avrà (diciamo) VI 164! QUESTA additivazione si degraderà e man mano che si degraderà, l'olio non sarà più in grado di arrivare a viscosità 40 ma diventerà 38, 35 e poi 30...
    Insomma: la parte di sintesi dell'olio è stabile e mantiene le performance nel tempo lubrificando alla grande, il vero casino lo fanno gli additivi. Questo è un problema per tutti gli oli, nel senso che SOLO olio non può farsi perchè non ha tutte le caratteristiche necessarie (quindi ci vogliono gli additivi), ma sono proprio gli additivi a degradarsi e a far sporcizie ecc. ecc.
    Meno additivi, quindi = meno schifezze generate, più protezione, più longevità, meno usure, più lubrificazione. Sì, perchè proprio gli additivi sono la causa principale di tutto questo, quindi un full sint avendo minori additivazioni antischiuma, antiossidazione, antiqua e antilà offriranno tutte queste cose assieme, ma non possiamo pretendere da full sint ECLETTICI (con ciò intendo quelli che fanno grossi "salti" di gradazione da freddo a caldo) che mantengano la loro capacità di variare viscosità a lungo, perchè tale capacità, appunto, gli è data dall'additivazione, che nessun processo di sintesi può ad oggi sostituire. Il top per mantenere tale capacità sarebbe utilizzare additivazioni costose e resistenti nel tempo che, purtroppo, difficilmente vengono adoperate e si riflettono comunque sul costo finale del prodotto (1 litro di olio formulato a regola d'arte arriva a costare anche 40 Euro/litro).

    Finito lo sproloquio... in USA sono stato diversi mesi a più riprese, sempre in vacanza; nel mio soggiorno più lungo (2 mesi e 1/2) ho seguito un corso all'università della città dove ero in materia tribologica con tanto di sperimentazioni di laboratorio e test chimico-fisici effettuati con diverse macchine e strumenti proprio sugli oli e sugli additivi (anche quelli commerciali); in piccola parte, abbiamo testato anche qualche filtro. Spiegare perchè/in quale modo/le condizioni cui tali corsi venivano organizzati e fosse possibile seguirli pur non essendo un cittadino amerciano... beh, questo è un altro paio di maniche!
    La potenza è nulla, se non ce l'hai nel cervello...

    Insignito Ill.mo BaleDdaDore N°1 il 05.05.2004


  6. #6
    Never give up fella® L'avatar di Massy84
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    Re: Indice di viscosità - VI... usiamolo (?)

    un applauso alla spiegazione di coolele...grande come al solito
    Live or exist...you have the key...
    Luci accese anche di giorno, piede giù ma prudenza.....SEMPRE!
    Meglio tirare i remi in barca che tirarseli sui coglioni
    La spiegazione più semplice è sempre anche la migliore
    Gli ostacoli sono quelli che vediamo quando distogliamo lo sguardo dagli obiettivi - H.Ford

  7. #7
    Rompibolle & oil expert
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    Re: Indice di viscosità - VI... usiamolo (?)

    Gracias, ce l'ho messa tutta!
    La potenza è nulla, se non ce l'hai nel cervello...

    Insignito Ill.mo BaleDdaDore N°1 il 05.05.2004


  8. #8
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    Re: Indice di viscosità - VI... usiamolo (?)

    Beh....io avevo sempre pensato che l'indice VI era un valore di qualità inerente la viscosità dell'olio lubrificante sottposto alle temperature elevate....
    Maggiore VI=maggiore garanzia di una adeguata viscosità alle alte temperature operative....

  9. #9
    Mamita hermosa ! L'avatar di Inox
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    Re: Indice di viscosità - VI... usiamolo (?)

    un pò prolisso ma chiaro
    bravo
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    Riparazione caminetti fumosi e con scarso tiraggio https://sites.google.com/site/riparazionecamini/

  10. #10
    MOTU L'avatar di bingoDJ
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    Re: Indice di viscosità - VI... usiamolo (?)

    Che ci credi o no me la sono stampata

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